La volpe e l'uva: favola con sequenze, morale e finale da inventare
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- Classe
- Classe seconda, Classe terza
- Sezione
- Favole e racconti
- Schede
- 2 · 6 pagine A4
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- LEG-PZWR
Come usare queste schede
La volpe e l'uva di Esopo, la favola da cui nasce il modo di dire «fare come la volpe con l'uva». Due schede: una con il finale nascosto da inventare e disegnare, una con la storia completa, le quattro scene da riordinare, la morale e le domande.
Era la fine dell'estate. Una volpe girava da tutta la mattina in cerca di cibo, ma non aveva trovato niente e la pancia le brontolava.
A un tratto arrivò in una vigna. Sopra la sua testa, appesi a un pergolato, pendevano grappoli d'uva nera, gonfi, dolci e profumati. «Che fortuna!» pensò la volpe, e le venne l'acquolina in bocca.
Prese la rincorsa e fece un salto, ma non ci arrivò. Ne fece un altro, più alto, e poi un altro ancora. Provò a salire su un sasso, a stendersi sulle zampe di dietro, ad allungare il muso più che poteva: niente da fare, l'uva era troppo in alto.
Alla fine, stanca e un po' arrabbiata, se ne andò con il naso all'insù dicendo: «Tanto quell'uva è acerba. Non la mangerei nemmeno se me la regalassero!». Un passerotto, che aveva visto tutto, si mise a ridere: sapeva benissimo che l'uva era matura.
Da una favola di Esopo, raccontata con parole nuove
Spiegate il modo di dire «fare come la volpe con l'uva» e chiedete ai bambini di trovare un esempio nella loro vita: il gioco in cui non si è vinto, la squadra in cui non si è stati scelti. Capire la morale passa da qui.
La parola «acerba» è nuova per molti: portate in classe un acino d'uva maturo e uno acerbo, oppure una mela, e fate assaggiare o toccare la differenza.
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