Essere e avere: verbi ausiliari e con significato proprio
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- Grammatica
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- 2 · 4 pagine A4
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- IMP-JFCH
Come usare queste schede
Essere e avere a volte hanno un significato tutto loro, a volte aiutano un altro verbo a formare i tempi composti. Due schede per la terza: riconoscere l'uso proprio e l'uso ausiliare nelle frasi e completare le tabelle dell'imperfetto e del futuro. Con le soluzioni.
Il trucco per distinguere i due usi è guardare la parola che segue: se dopo «ho» o «è» c'è un participio (mangiato, partito, letto), essere e avere sono ausiliari, cioè «aiutanti». Se invece c'è un nome o un aggettivo («ho un cane», «è stanco»), hanno un significato proprio: possedere, trovarsi, essere in un certo modo.
Questa distinzione è la base del passato prossimo, che si studia subito dopo. Vale la pena fermarsi qualche giorno: un bambino che sa riconoscere l'ausiliare non scriverà mai «a mangiato» senza l'acca.
Le tabelle dell'imperfetto e del futuro di essere e avere vanno sapute a memoria: tornano in quasi tutti i tempi composti. Fatele ripetere a voce come una filastrocca, magari battendo le mani a ogni persona.
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