Il mito di Aracne: lettura con finale da inventare, sequenze e morale per la quarta
- Classe
- Classe quarta
- Sezione
- Favole e racconti
- Schede
- 1 · 5 pagine A4
- Codice
- LEG-SJ6V
Come usare queste schede
Il mito di Aracne, la tessitrice che sfidò la dea Atena, raccontato con parole nuove dalle Metamorfosi di Ovidio. Il finale è nascosto: i ragazzi lo immaginano, poi riordinano le sequenze, scelgono il messaggio del mito e rispondono a domande di comprensione e di riflessione.
In un paese della Lidia viveva una ragazza di nome Aracne, la più brava tessitrice del mondo. Le sue tele erano così belle che le ninfe dei boschi e dei fiumi venivano a guardarla lavorare.
«Chi ti ha insegnato? Forse la dea Atena?» le chiedevano. Atena era la dea della sapienza e delle arti, e anche della tessitura. Ma Aracne rispondeva superba: «Nessuno! Sono più brava io di Atena. Se vuole, la sfido a una gara».
Atena la sentì. Si travestì da vecchia e andò da lei. «Ragazza, accetta un consiglio: sii fiera del tuo lavoro, ma non sfidare gli dèi.» Aracne la cacciò: «Tieniti i tuoi consigli! Venga pure la dea, se ha il coraggio».
Allora Atena si mostrò in tutto il suo splendore e la gara cominciò. Atena tessé una tela con gli dèi dell'Olimpo, solenni e luminosi. Aracne tessé una tela meravigliosa, perfetta in ogni filo, ma piena di storie che prendevano in giro gli dèi.
Atena non trovò un solo errore in quella tela, ma si offese per le figure irrispettose. Strappò il lavoro e toccò Aracne sulla fronte.
Subito il corpo della ragazza si fece piccolo, le spuntarono otto zampe sottili e dalla sua bocca uscì un filo. «Continuerai a tessere per sempre» disse la dea. Ed è per questo, raccontavano i Greci, che i ragni tessono le loro tele perfette.
Mito greco raccontato dal poeta latino Ovidio, con parole nuove
I miti di trasformazione (metamorfosi) spiegano l'origine di un animale o di una pianta. Aracne spiega perché i ragni tessono: prima di leggere il finale, chiedete ai ragazzi di indovinare in che cosa sarà trasformata la protagonista guardando il titolo e il suo nome.
Il mito parla di superbia, ma anche di giustizia: Atena non trova errori nella tela di Aracne eppure la punisce. In quarta è bello aprire una discussione: la dea ha fatto bene? Aracne meritava una punizione così grande?
Da Aracne vengono parole che usiamo ancora: «aracnide» per gli animali come ragni e scorpioni, e «aracnofobia» per la paura dei ragni. Un piccolo laboratorio di parole a fine lettura.
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